In Portogallo con PersonePer
Da Lisbona una nuova visione per l’accessibilità culturale
Si è concluso il viaggio studio in Portogallo organizzato dal Ministero della Cultura, un’importante occasione di confronto che ha visto la nostra progettista, Elisa Monsellato, impegnata per una settimana insieme ad altre 18 professioniste provenienti dai più grandi musei e biblioteche d’Italia.
Un’esperienza immersiva, che ha visto la nostra realtà rappresentare con orgoglio il Sud Italia in un contesto internazionale di altissimo livello, in piena coerenza con le traiettorie avviate dal programma “PersonePer – Accessibilità nei luoghi della cultura”, promosso dalla Direzione generale Musei – museitaliani del Ministero della Cultura e curato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Un programma che mette al centro le persone, promuovendo un cambio di paradigma: dall’accessibilità come requisito tecnico all’accessibilità come processo culturale, partecipato e strutturale.
Sette luoghi, sette storie di cambiamento
Tra musei, centri culturali e biblioteche, il viaggio è stato un percorso attraverso modelli di accessibilità che vanno oltre il semplice abbattimento delle barriere architettoniche:
– L’ironia come chiave di lettura: a Casa Pessoa, ha potuto toccare con mano come l’umorismo possa spiegare la complessità di un autore simbolo del ’900.
– Decolonialità e coraggio: al Museo di Storia Naturale, l’incontro con la Direttrice Marta Lourenço ha illuminato la via per una decolonialità autentica, lontana dai formalismi.
– Cultura e comunità: nella Biblioteca di Marvila, la lotta alla dispersione scolastica passa per l’annullamento delle distanze tra istituzione e adolescenti.
Una sfida per il futuro
Il ritorno da questa esperienza porta con sé riflessioni profonde che interrogano l’intero sistema culturale italiano. È possibile che un Paese così concentrato sul patrimonio sia pronto alla “dirompenza degli umani”?
In questo senso, il percorso di PersonePer rappresenta una leva concreta per accompagnare istituzioni e professionisti in questa trasformazione, favorendo competenze, pratiche e visioni capaci di rendere i luoghi della cultura realmente accessibili, plurali e accoglienti.
Per la nostra Elisa, l’accessibilità non è solo un ambito di lavoro, ma una missione che richiede scelte coraggiose e, talvolta, radicali. È necessario ripensare l’equilibrio tra i grandi investimenti nelle mostre temporanee e la cura costante della comunicazione delle collezioni permanenti, mettendo sempre al centro la condivisione dei processi decisionali.
Siamo pronti a fare tesoro di questi stimoli per rendere i nostri spazi sempre più inclusivi, aperti e umani.

Bentornata a casa! ![]()










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