Turismo Responsabile di comunità in Puglia a partire da Tricase

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Un corso e un percorso organizzato da un’associazione e un museo capaci di ricostruire una comunità.

Questo è solo un paragrafo di una storia molto più grande, che riguarda non solo il turismo responsabile. Grande quanto possono essere il mare e le periferie rispetto alla terra e ai centri. Grande quanto a volte può essere l’impatto dell’azione di poche persone con un’idea quando è intrisa dello spirito del tempo e soprattutto è utile per la collettività e per la società che la vede nascere” (Alex Giordano). 

La grande storia è quella che ruota intorno all’azione dell’Associazione Magna Grecia Mare con la sua sede, il suo museo, la sua comunità stretta intorno al Casotto al centro del bellissimo porto di Tricase. Questo piccolo paragrafo, invece, è un corso che l’associazione, insieme alla società Agriplan ha organizzato dal 3 al 7 giugno selezionando 20 giovani tra una rosa di 134 aspiranti.

Noi c’eravamo (e ci siamo) in questo “Corso per Giovani operatori per lo sviluppo del turismo del mare. Laboratori e metodi per un turismo costiero sostenibile“. Un nome lungo ma forse riduttivo per un laboratorio per allenarsi a lavorare su “progetti che rispondano in maniera sostenibile ai bisogni del tempo e del territorio e che armonizzino i bisogni individuali con quelli delle comunità”. In questo caso, progetti di #TurismoResponsabile che possano mettere in rete tutti gli attori del territorio, dall’albergatore al barista passando per l’operatore culturale.

5 giorni intensi in cui nel laboratorio si è scatenata una reazione fortunata tra 3 elementi: un gruppo eterogeneo di partecipanti molto motivati, moduli non scontati con professori d’eccezione (e inaspettati!), l’organizzazione e lo spirito degli organizzatori.

1. Del gruppo si potrebbero raccontare tante storie come quella di Salvatore che dopo tanti anni al nord è tornato e oggi oltre al bar di Tricase Porto ha due altri locali, quella di Mattia e Roberta che in due luoghi diversi della Puglia stanno creando dei bed&breakfast “responsabili”, quella di Valentina che coltiva grano Senatori Cappelli con la sua cooperativa sociale aperta a giovani con problemi psichici, quella di tanti “Principi Attivi” decisi a trasformare la loro idea in lavoro.

2. Dei vari moduli tutti utilissimi e materia d’ispirazione per futuri articoli, non possiamo negare di aver apprezzato maggiormente quelli legati alla comunicazione e al service design. Il modulo con Pasquale Adamo (Job Elite) e Chiara Morini (Istituto Agronomico Mediterraneo) sulla comunicazione esterna verso il visitatore e quella interna per diventare comunità e rete, ci ha fornito non solo una miriade di tips&tricks veramente utili (non immaginate il potere di un “e anche…”) ma tantissimi spunti di riflessione sui muri comunicativi, causa dei fallimenti di molti progetti.

Il modulo con Alex Giordano (Ninja Marketing, Centro studi Etnografia digitale, Societing.org) e Gennaro Fontanarosa (Rural Hub) è ancora una storia in svolgimento. C’era così tanta carne, ops pesce, al fuoco che Alex ha fatto a questo corso un bellissimo regalo, rendendosi disponibile a farsi un altro viaggetto e dedicarci l’intera giornata di sabato 21 giugno. Gli argomenti sulla griglia: social media, innovazione, societing, service design, tempi del Kairos, infosfera e pubblici, rilevanza, trasparenza ecc. ecc. Capirete che è tutto arrosto e niente fumo.

3. Last but not least, e supponiamo spinta decisiva per graditi ritorni, quello che doveva essere il contorno e invece è stato portata principale di quest’esperienza. Stiamo parlando dell’organizzazione e dello spirito trasmesso dagli organizzatori. Tanti racconti, tanta esperienza e tanta passione donata incondizionatamente, in aula sì, ma soprattutto:

– intorno ai pranzi-lezione sulla cucina marinara sostenibile grazie a chef ogni giorno diversi invitati a cucinare per noi;

– alle cene libere organizzate ogni sera nei ristoranti e negli agriturismi della zona;

– durante le pause sulla Portus Veneris, punta di diamante della flotta di barche a vela facenti parte della Scuola di vela e del Museo;

– durante una giornata finale in cui abbiamo toccato e vissuto la comunità intorno a un emozionante varo di una barca rimessa a nuovo, a una “mangiata in banchina” offerta dai pescatori e una festa in onore della Santa protettrice del porto.

Oltre ai contadini anche pescatori o marinai (anche solo nello spirito) 3.0. E quindi giriamo a voi una riflessione di Alex Giordano: saranno le periferie e le provincie della campagna e del mare, l’elemento critico che segneranno la rotta per l’innovazione sociale e uno sviluppo fondato sulle comunità?

A voi la risposta e la scelta del prossimo paragrafo di questa storia. Cosa v’interessa di più?

1. Un approfondimento sui temi del corso (turismo responsabile, cooperative di comunità, turismo esperienziale, promozione e comunicazione, comunicazione per fare rete…)

2. La storia e l’esperienza della creazione di comunità nel porto di Tricase intorno all’associazione Magna Grecia Mare;

3. Interviste ai personaggi di questo racconto.

 

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