Comunità e territorio: i temi di CulTurELab 2.0 e Comunitiamo. Abbiamo intervistato i proponenti dei due Laboratori dal Basso.

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In Puglia non ci sono più le mezze stagioni. Ci sono le stagioni dei Laboratori dal Basso e questa è una di quelle.

Cosa sono questi Laboratori?

Laboratori dal Basso è un’azione sperimentale dell’ARTI Puglia e di Bollenti Spiriti  che permette a giovani imprese e associazioni pugliesi di mettersi insieme “per imparare cose utili a far crescere la loro attività”. Come? Definendo il tema, scegliendo i migliori docenti da invitare e il programma,  e curando tutta l’organizzazione.

In Puglia, in soldoni, qualcuno ha pensato fosse il caso di ripensare il sistema della formazione professionale e probabilmente di creare un sistema che aiutasse più i “formandi” che i formatori. Così negli ultimi due anni in Puglia sono passati, possiamo dirlo, i professionisti e le esperienze più innovative, nazionali e internazionali, di qualsiasi settore possiate immaginare dall’agricoltura al teatro, dalla modellazione digitale al cinema d’animazione.

I numeri dei Laboratori dal Basso (Fonte: www.laboratoridalbasso.it)

I numeri dei Laboratori dal Basso (Fonte: www.laboratoridalbasso.it)

C’è fermento. Cosi tanto da trovarsi ad essere partner di due laboratori con alcuni caratteri in comune ma soprattutto con alcune date in comune (sic!). Non potendo essere in parallelo dalle due parti, abbiamo pensato a un’intervista in parallelo ai due proponenti:  IProject lab apsArtelica aps.

Ovvio il parallelismo anche nei temi dei rispettivi laboratori: ascolto del territorio e progettazione partecipata in ambito culturale per CulTurElab 2.0 e comunità per lo sviluppo di un’economia collaborativa sul territorio per Comunitiamo. Meno ovvia la comunanza di origine, visione e prospettive dei due laboratori e dei loro organizzatori. Indaghiamo l’ecosistema delle giovani organizzazioni che vogliono portare innovazione in città come nei piccoli paesi di questa regione eccentrica. Go!

1. In una sadica esercitazione subita durante il Laboratorio dal Basso “Oggi a Pranzo… Cultura!”, Luca Melchionna ci ha presentato una lista nera di parole a rischio abuso e svuotamento da non usare per descrivere i nostri progetti culturali: territorio e comunità erano tra queste. Proviamo a fare lo stesso. Come descrivereste il focus dei vostri laboratori senza usare queste due parole?  

COM: Comunitiamo pone l’attenzione su due processi: il primo, partendo dai centri storici, avvia un ragionamento sulle opportunità di sviluppo insite nel sistema degli Alberghi diffusi e – in una visione più sistemica – sui vantaggi di vivere in un Borgo autentico; il secondo, invece, esce dalle mura storiche per inquadrare con un approccio più ampio le possibilità di crescita di un Comune e dei suoi cittadini, attivando strumenti di economia collaborativa. Comunitiamo è un punto di partenza – non di arrivo – per trasformare tali processi in realtà.

CUL: CulTurE Lab 2.0 intende fornire, attraverso un percorso guidato di coinvolgimento e inclusione della collettività, conoscenze necessarie allo sviluppo e al miglioramento del knowledge management, fino a sviluppare competenze nell’applicazione del Project Management in ambito culturale.

2. Siete entrambe due associazioni di promozione sociale. Chi siete, da dove venite, dove andate?

COM: Siamo un gruppo di amici (con diverse competenze professionali) che vivono a Soleto e che hanno deciso di attivarsiper attivare buone pratiche di sviluppo di un territorio (qui la parola territorio la potevamo utilizzare, vero?) (34° Fuso: per questa volta!). I progetti in cantiere sono tanti e su dove andremo sarà il tempo e i processi appena avviati a dircelo.

CUL: “IProject Lab” è un’associazione di promozione sociale che si propone di facilitare il placement di giovani, studenti e laureati nel mondo del lavoro, favorendo l’emersione di idee innovative nei settori Turismo, Cultura e Ambiente. Parallelamente a questo primo filone di attività, relativo alla macro area di intervento “realizzazione di progetti sperimentali di formazione, accompagnamento e Start-Up d’impresa”, il gruppo ha avviato ed è attualmente impegnato, coerentemente con il percorso progettuale avviato, nello sviluppo della seconda macro area di intervento, relativa ad attività di “facilitazione alla progettazione partecipata in processi collaborativi e innovativi di sviluppo locale”. Il percorso avviato da Iproject Lab, si completerà nel 2015 con l’attivazione della terza e ultima macro area di intervento, relativa alla realizzazione di attività di “divulgazione e sensibilizzazione di Knowledge Management, ricerca e analisi di contesto”.

3. CulTurE Lab è alla seconda edizione, Comunitiamo alla prima. Cosa vi ha spinto a organizzare il Laboratorio?

COM: La spinta è arrivata proprio dall’idea di far partire le attività della nostra associazione non da zero, ma dal basso. Abbiamo considerato i quattro temi del Laboratorio il metodo giusto per innescare buone pratiche “collaborative”.

CUL: CulTurE Lab2.0 nasce sia dalla necessità di coinvolgere gli attori sociali attraverso processi inclusivi e partecipativi, nonché avviare percorsi di co-progettazione, sia dall’esigenza di integrare con ulteriori strumenti tecnici il percorso avviato durante la precedente edizione del Laboratorio, ponendo particolare attenzione sulla progettazione culturale.

4. Un laboratorio più orientato ai metodi, uno a esplorare alcuni modelli replicabili. Al di là dei metodi e dei modelli che grazie ai due laboratori sarà possibile padroneggiare e scoprire, quali sono le tre cose del quale il nostro territorio non può più fare a meno.

COM: Rigenerare i beni comuni (materiali e immateriali), farlo mettendo in piedi una rete di competenze (che vadano oltre il contesto locale), ragionare sempre con lungimiranza e non per interessi di breve periodo.

CUL: Programmazione culturale sostenibileGestione responsabile delle risorse; Coinvolgimento e partecipazione collettiva alle dinamiche sociali.

5. Dopo il Laboratorio sarete pronti per…?

COM: Comunitare

CUL: Facilitare il knowledge management all’interno della popolazione di riferimento per indirizzare i processi decisionali e lo sviluppo di piani d’intervento che vedono la partecipazione degli attori sociali fin dalle prime fasi di concepimento, favorendo la cooperazione tra i soggetti coinvolti.

6. Fatevi una domanda e datevi una risposta.

COM: Perché Comunitiamo? Dietro alle tre parole comunicomunicarecomunità si possono cogliere i vantaggi del fare-rete nei processi decisionali di un territorio, creando le premesse per cooperare all’interno di obiettivi condivisi e ovviamente sostenibili.

CUL: Su cosa bisognerebbe porre l’attenzione nei prossimi 5 anni per un adeguato sviluppo territoriale? Sicuramente porre l’attenzione sulla variabile “area” di riferimento e sulla differenziazione dello sviluppo della stessa consentirebbe di costruire percorsi di sviluppo diversi e “personalizzati”, che come tali non hanno un unico modello di riferimento né sono basati su traiettorie e stadi predeterminati di sviluppo.

Per info, programma e iscrizioni dei due laboratori:

CulTurE Lab 2.0

Comunitiamo 

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