Giuseppe Palumbo: un fotografo in bicicletta!

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34°Fuso vi accoglierà a Otranto per Visioni del Sud – Giuseppe Palumbo il fotografo in bicicletta!La mostra resterà aperta fino al mese di Novembre. Venite a trovarci!

Visioni del Sud è un lavoro di ri-scoperta, reinterpretazione e valorizzazione del prezioso patrimonio di immagini raccolte da Giuseppe Palumbo, studioso e intellettuale leccese, dagli inizi del Novecento fino agli anni Cinquanta e donate dopo la sua morte al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce. Un corpus che per vastità e impostazione non ha eguali nel panorama regionale pugliese e che ne ha reso l’autore e la sua figura imprescindibili per gli studiosi e gli appassionati di “storia patria”.
Il progetto prende il via con un’esplorazione dell’Archivio di Giuseppe Palumbo, grazie alla collaborazione tra l’Istituto di Culture Mediterranee, il Museo Sigismondo Castromediano e il laboratorio di comunicazione Big Sur e le associazioni Officina Visioni e Archivio Cinema del reale. Un viaggio nel tempo alla ricerca di tracce, memorie pubbliche e private del grande fotografo e dei paesaggi umani che emergono dalle sue foto, fatto di incontri e scoperte, di documenti inediti e curiosità.

Questo lavoro di ricerca prima di approdare al Museo delle civiltà – Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma ha preso forma nelle mostre-laboratorio dedicate all’opera e alla valorizzazione dell’archivio di Palumbo: nel 2015 in tre luoghi nel Salento, a Calimera, Gallipoli e Lucugnano e nel 2017 presso la Torre Matta di Otranto, uno spazio che ha ospitato, oltre alla mostra delle fotografie di Giuseppe Palumbo, le attività di fotografi, filmaker, artisti, designer, musicisti, studenti e istituzioni del territorio invitati a conoscere, rielaborare e attualizzare il patrimonio di immagini dell’Archivio.

Fotografare i luoghi e le persone è un modo per prendersene cura, preservarli dall’oblio del tempo o dell’abbandono.
È un modo per comprendere la realtà e le trasformazioni.
In questo senso l’opera di Palumbo è esemplare perché coglie gli aspetti più autentici della cultura del tempo, ritraendo paesaggi, monumenti, tradizioni e attività produttive per restituire la memoria di un Salento rurale che si muoveva verso la modernità e i repentini mutamenti culturali, contribuendo a consegnare alle generazioni future il valore dell’identità salentina e di una parte del Sud Italia.

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